PROGETTO

L’OPERA, LO SPETTACOLO, IL DOCUMENTARIO

“Andare via” significa lasciare dietro di sé qualcosa, un qualcosa che diventa eredità per chi rimane. “Andando via” è il raccogliere ciò che Maria Lai e Grazia Deledda hanno voluto concedere a noi di loro stesse: un patrimonio umano e artistico di inestimabile valore. Nasce per questo motivo il progetto omonimo, ideato dall’operatrice culturale Giuditta Sireus che, attraverso un’iniziativa unica nel suo genere ha radunato, per la prima volta nella storia, le tessitrici di Sardegna in un’operazione collettiva inedita. Venticinque centri tessili hanno infatti riprodotto l’ultima opera pubblica dell’artista ulassese, intitolata “Andando via” e dedicata alla Deledda, basandosi sui disegni originali che Maria aveva immaginato per Grazia – gentilmente messi a disposizione dall’Archivio Maria Lai –, rielaborati per la tessitura dall’architetto designer Paulina Herrera Letelier. Il cemento armato delle undici colonne originali si è così trasformato in strutture lignee mobili e le ventidue facciate, con le sagome dei personaggi femminili dei romanzi di Grazia Deledda, in fili e trame.

Ogni arazzo mantiene integri i colori, il bianco e il nero, le dimensioni e l’immagine studiata dall’artista, ma ciascuno è realizzato secondo la tecnica tessile specifica del paese di provenienza.

È un progetto di comunità, di unione, di fili che si intrecciano, di espressione più alta della donna attraverso l’Arte della Tessitura. È un’opera nell’opera, emblema della Terra Sarda, portatrice di significati impressi nei tessuti, storie di mani, di donne che nel silenzio dei laboratori ancora tessono immagini millenarie, simboli che si perdono nel tempo e nello spazio.

Il monumento, che dovrà essere indivisibile, è mobile e può essere spostato e ospitato presso i più importanti musei ed enti culturali a livello regionale, nazionale e internazionale. Ma ha anche un’altra finalità: fungere da scenografia per la messa in opera di uno spettacolo teatrale dedicato alla Deledda e ai suoi personaggi, gli stessi che Maria Lai decide di collocare nella sua ultima opera pubblica. Sono Cosima, Maria Noina, Olì, Marianna Sirca, le dame Pintor, la madre, Annesa. Un inno alla femminilità dei romanzi dell’autrice nuorese, il desiderio di diffondere nel mondo la grandezza della penna di Grazia, la cui importanza le sarà restituita dalle stesse protagoniste dei suoi libri.

Oltre alla mostra e allo spettacolo teatrale, “Andando via. Omaggio a Grazia Deledda” comprende un documentario che raccoglie le testimonianze delle tessitrici impegnate nella realizzazione degli arazzi e alcune considerazioni inedite di Maria Lai sull’arte e sulla tessitura. Il documentario è nato nell’ambito del progetto dalla collaborazione di diversi professionisti con la regia di Francesco Casu, che per molti anni ha lavorato a stretto contatto con l’artista.

IL MONUMENTO ORIGINALE

L’ultima opera pubblica di Maria Lai sorge non lontana dalla chiesa della Solitudine a Nuoro, dove le spoglie di Grazia Deledda sono custodite in un sarcofago di granito nero levigato, ai piedi del monte Ortobene. Il monumento rientra nella tipica filosofia artistica di Maria Lai di Arte immersa nel paesaggio. Ad accogliere il visitatore è un portale cubico, aperto, su cui poggia una geografia astrale realizzata in ferro battuto. La geografia è ancorata alla terra, ma allo stesso tempo si libra alta verso il cielo. L’Arte è Universale, nasce dall’Essere Umano e permette di varcare i confini dello spazio e del tempo, come quello letterario della Deledda. Chiunque voglia immergersi profondamente nell’Arte può anelare all’Infinito. Il portale ci introduce a una serie di colonne bianche su cui si stagliano fiere e grafiche le sagome nere di personaggi femminili e caprette. Le figure sono un chiaro rimando ai personaggi dei romanzi di Grazia Deledda, attraverso i quali affiorano forti e netti, quanto la linea marcata dei loro corpi, i valori della donna espressi nella letteratura della scrittrice nuorese.

Sui lati del portale e sulle colonne sono i testi indecifrabili, segno distintivo dell’artista. Questi sono un Gioco dove tutti possono leggere una storia già scritta o ancora da scrivere, mettendo in azione la fantasia.

Foto: Daniele Brotzu